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Ambiente Sicuro 40 - Una riflessione sul post-covid

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Gori Fa 50!

Gori Ecofficina compie 50 anni di attività questo Settembre. Un traguardo importante che vorremo festeggiare con tutti i nostri clienti, ma come fare per le norme di distanziamento sociale? Abbiamo trasformato una difficoltà in opportunità e abbiamo trovato un modo per farvi comunque partecipare ai nostri festeggiamenti. Scopri quale.



Dire che la pandemia da Covid-19 cambierà il nostro modo di vivere è, a nostro parere, un eufemismo, già adesso tutte le nostre abitudini sono cambiate ad un punto che è impossibile anche solo immaginare un netto ritorno alla vita di prima. Questa è un'affermazione che va valutata sia nel bene che nel male, ma che è incontestabile. Basta uscire un attimo di casa per rendersene conto. Il settore automotive, ovviamente, non è stato esente da questa ondata di cambiamento ed è stato obbligato ad adattarsi e mutare per rispondere allo stato di emergenza. Un cambiamento che è destinato a restare, ma questo è un bene o un male?

Dopo l'articolo Ambiente Sicuro di settimana scorsa, anche oggi ci dedichiamo ad un tema di attualità, andando a vedere la situazione del mercato automotive ed i prospetti per il futuro post-covid in riferimento soprattutto alle attività delle officine. D'altronde era dal 7 Agosto che non lo facevamo. Come si è evoluta la situazione da allora e come è destinata a cambiare nei prossimi mesi? Prima di iniziare, però, ti ricordo che ogni venerdì escono i nostri articoli dedicati all'ambiente e alla mobilità sostenibile e che per restare aggiornato ti puoi iscrivere alla nostra newsletter. Bastano due veloci clic ed è completamente gratuita!


ambiente sicuro 40 opinioni automobilisti

Il parere degli automobilisti

Se il periodo del lockdown è stato indubbiamente il momento di maggior perdita per le officine italiane (in modo abbastanza comprensibile), non si può negare che i mesi estivi sono stati protagonisti di una ripresa notevole, soprattutto per le attività di manutenzione e riparazione. Gli eccezionali picchi di attività estiva sono ovviamente dipesi dal concentrarsi di tutte le operazioni rinviate nei mesi precedenti, ma, in generale, fino ad Agosto/Settembre, il settore era in forte ripresa. Gli automobilisti italiani, d'altronde, sono risultati tra i più positivi di tutta Europa.

La tabella qua sopra, che afferma quanto appena scritto, è il risultato di uno studio dell'Osservatorio Autopromotec svolto a Ottobre 2020. Stando a questo, un automobilista su tre (32%) a livello mondiale prevedeva di ricorrere addirittura ad un maggior numero di interventi per mantenere l'efficienza del veicolo mentre soltanto il 15% prevedeva di rinviare il passaggio in officina. A sorprendere, però, era soprattutto lo scoprire che più della metà degli automobilisti interpellati (53%) dichiarava che lo stato di crisi non avrebbe minimamente modificato le proprie intenzioni di recarsi dal meccanico di fiducia.


ambiente sicuro 40 opinione officine

Il parere delle officine

La situazione tuttavia cambia se ad essere interpellate sono direttamente le officine. Ancora una volta per i dati ci affidiamo ad uno studio dell'Osservatorio Autopromotec svolto, stavolta, a Novembre 2020. Il quadro di insieme che si ottiene dalla ricerca è tutt'altro che ottimista e vede solo il 14% delle officine di autoriparazione prevedere un ritorno dell'attività ai livelli pre-Covid già entro la fine dell'anno corrente. Certo, tra i due studi è passato circa un mese, ma questa incongruenza è figlia di una situazione d'emergenza che non fa che mutare di giorno in giorno, rendendo ogni periodo di restrizioni più difficile da affrontare, almeno a livello mentale.

Appurato quindi che tale ripresa dovrebbe avvenire nel 2021, non c'é neanche alcuna sicurezza che questa arrivi in tempi brevi. Solo il 20% delle officine intervistate la prevede nel primo trimestre del nuovo anno e solo il 28% nel secondo trimestre. La maggior parte, invece, pensa logico pensare che le attività torneranno ai numeri pre-covid solo nella seconda metà dell'anno, tra il terzo (38%) ed il quarto (14%) trimestre. Interessante anche l'altro grafico che ci aspettavamo più sbilanciato a favore delle officine che hanno registrato una diminuzione del fatturato ("solo" il 43%). Invece un 39% ha affermato che non è cambiato nulla mentre c'é addirittura una piccola percentuale (18%) di operatori del settore che ha notato un aumento del fatturato!


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Il lato positivo (almeno per alcuni)

Se la situazione economica delle officina è sicuramente tragica e per ora sembra una corsa a chi soffre meno e riuscirà ad alzarsi prima, l'attuale stato di emergenza ha avuto anche un risvolto positivo andando finalmente a favorire quell'accelerazione sul digitale che a lungo era stata evitata, se non proprio denigrata e sbeffeggiata. Relazioni e trattative da remoto, scambio di foto e video a testimonianza delle operazioni e interventi svolti a domicilio o con presa e riconsegna dei veicoli. Tutte pratiche che sembrano nuove ed innovative, ma che in realtà molte officine (quelle che ora si trovano più a loro agio) già spingevano ed attuavano ben prima dell'avvento della pandemia.

Il mutare del mercato e la necessità hanno spinto tutti a muoversi verso quell'evoluzione che era ormai richiesta dagli anni. Un'evoluzione che difficilmente sparirà dopo che tutta questa situazione sarà passata. Se però le officine hanno dovuto fare di necessità virtù, purtroppo la maggior parte dei clienti sta faticando ad abituarsi a tutte queste novità, arrivate spesso tutte insieme. Questo è dovuto anche al fatto che il settore è probabilmente tra i più tradizionali d'Italia e da una significativa importanza al "contatto faccia a faccia" tra il meccanico/tecnico e cliente. Molti, piuttosto che affidarsi alle nuove tecnologie, spesso di difficile comprensione per loro, preferiscono "attendere che tutto passi per tornare alle vecchie abitudini." Il punto è che quelle vecchie abitudini, come già detto in apertura all'articolo, non torneranno più, non come prima almeno. Stiamo vivendo un importante periodo di transizione e prima ci abituiamo al nuovo mondo, meglio lo vivremo nel futuro.


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