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Ambiente Sicuro 43 - Gli Italiani sono pronti all'elettrico?

Ne abbiamo parlato e ne abbiamo sentito parlare per tutti gli ultimi mesi: nel 2020 il mercato automotive (come tanti altri) ha subito perdite ingenti a causa della pandemia, ma (al contrario di altri) uno specifico ambito di questo settore non si è arrestato e ha invece visto un incredibile aumento. Stiamo ovviamente parlando della vendita delle auto elettriche che, pur non raggiungendo le cifre dei Paesi del Nord Europa, nell'anno appena passato hanno raggiunto cifre incoraggianti. Per capirsi, si parla di un incremento superiore al 170% rispetto al 2019!

Ovviamente dietro questo aumento ci sono i generosi bonus forniti da stato e produttori e, altrettanto ovviamente, oltre al mercato delle auto elettriche, si è ulteriormente sviluppata l'intera infrastruttura a loro supporto (si stima che al momento esistano circa 17.000 colonnine di ricarica anche se queste sono concentrate soprattutto al nord). Gli italiani sono però pronti ad affrontare questa svolta? In questo articolo di Ambiente Sicuro cerchiamo di dare una risposta prendendo come base il sondaggio svolto a fine anno da Areté-Methodos. Prima di iniziare, però, ti ricordo che ogni venerdì escono i nostri articoli dedicati all'ambiente e alla mobilità sostenibile e che per restare aggiornato ti puoi iscrivere alla nostra newsletter. Bastano due veloci clic ed è completamente gratuita!


ambiente sicuro 43 auto ibrida plug-in

Le basi delle auto elettriche

La prima cosa da constatare è che c'é ancora molta confusione riguardo alle auto elettriche, motivo per cui conviene, prima di affrontare i risultati del sondaggio, fare un po' di chiarezza. I veicoli elettrici si divono in tre diverse tipologie: le BEV (Battery Elctric Vehicle) che sono esclusivamente alimentati ad energia elettrica, le PHEV (Plug-in Hybrid Elctric Vehicle) che sono dotate sia di motore a combustione che elettrico e le HEV (Hybrid Electric Vehicle) in cui la trazione elettrica è attivata dal motore a combustione e non può essere ricaricata da fonti di energia elettrica. Le ultime due rientrano nel macrogruppo delle ibride. Di questo argomento avevamo parlato meglio qui.

Per quanto riguarda le auto ibride avevamo pubblicato anche altri due articoli di approfondimento che trovi qui e qui, ma, parlando in generale di veicoli elettrici, va detto che questi costano circa il 30% in più rispetto alle versioni termiche. A fronte però di una spesa iniziale superiore, bisogna segnalare delle spese di rifornimento minori. Il costo di ricarica delle stazioni pubbliche è di molto inferiore a quello del rifornimento tradizionale, senza contare che, con i giusti strumenti, è possibile effettuare la ricarica a casa. Inoltre, negli ultimi anni, la spesa iniziale viene ammortizzata dall'Ecobonus e dagli altri incentivi attivati per incoraggiare l'acquisto dei veicoli elettrici.


ambiente sicuro 43 parametri del sondaggio

Gli italiani acquisterebbero un auto elettrica o ibrida?

Passiamo ora al sondaggio eseguito da Areté-Methodos che è stato eseguito secondo i parametri che puoi vedere nell'immagine qua sopra e di cui puoi consultare i risultati integrali qui. Il primo dato che emerge è la grande propensione all'acquisto dei consumatori presi a campione. 9 su 10 si dicono pronti a comprare una vettura ibrida mentre quasi l'87% è propensa anche alle elettriche. Andando ad indagare sui motivi dietro l'acquisto, si può vedere che quello principale è di carattere sociale, ovvero il desiderio di non inquinare. Anche la leva economica è molto importante visto che gli altri motivi, a seguire, sono: il risparmio sul carburante, l'utilizzo degli incentivi, la possibilità di non pagare il bollo e così via.

Nonostante questa grossa rilevanza economica nei motivi che determinano la scelta della tipologia di vettura, va anche sottolineato come, dei soggetti presi a campione, 2 su 3 si sono detti disposti a pagare fino al 10% rispetto ai veicoli tradizionali per acquistare una vettura ibrida o elettrica. Anche le modalità di acquisto sono diverse e si accentua di molto la tendenza a seguire canali meno "tipici." Più della metà dei soggetti si dice pronta a richiedere un finanziamento ed è importante anche il 15% che intende servirsi del noleggio. Perché? Perché tale sondaggio è stato eseguito in piena pandemia, quando il settore del noleggio auto era messo a durissima prova e guardato con molto scetticismo.


ambiente sicuro 43 quanto conosci le auto ibride

Quanto conoscono le auto elettriche e ibride gli italiani?

Il primo risultato complessivo importante che emerge da questo sondaggio è che il partito degli scettici sulle auto ibride ed elettriche si è molto ridotto, tuttavia continuano a persistere molte resistenze come il prezzo di partenza, i dubbi sull'autonomia dei veicoli e la paura di non trovare un luogo dove ricaricarla. Queste sono tutte ragioni legate spesso ad una scarsa conoscenza ed esperienza dei modelli presi in esame. D'altronde dallo stesso sondaggio possiamo vedere che solo il 32% ha guidato almeno una volta un'auto ibrida e il 23% si è messo al volante di un'elettrica.

Di per sé questo non sarebbe un grosso problema, se non fosse che più del 50% degli italiani dichiara di conoscere poco o nulla delle caratteristiche dei motori ibridi, che siano full, mild o plug-in. C'é una scarsissima consapevolezza ed esperienza in merito, ma sono i clienti stessi ad offrire la risposta ai loro dubbi. Come? Richiedendo una guida di prova che ritengono vitale per l'acquisto. Nuovamente, lo possiamo vedere dal sondaggio: il 90% considera il test drive determinante e l'88% lo vuole eseguire in concessionaria (un dato che onestamente non mi aspettavo visti i tempi in cui viviamo oggi).

Rispondiamo quindi alla domanda iniziale: gli italiani sono pronti all'elettrico? Sulla carta pare proprio di sì e le buone intenzioni ci sono tutte, ma, al di sotto di queste, manca la giusta preparazione teorica/tecnica o l'esperienza diretta. Quando si parla del settore automotive, si parla di un mercato ancora molto tradizionale e legato al "provare con mano" quello che si acquista ed è evidente che, nonostante i buoni dati, ci sia ancora tanto lavoro da fare per "educare" i conducenti a queste nuove tecnologie.


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